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Comune di Gonnostramatza

 

Denominazione: gonnostramatzesi / tramatzesi
Numero abitanti: 945 (al 01/01/2013 - Istat)
Superficie: 17,52 kmq
Municipio: Via Enrico Carboni, 2 - CAP: 09093
Telefono: 0783.92015
Patrono: San Michele Arc.- 29 Settembre

Sindaco: Alessio Mandis
 

 

Il Comune di Gonnostramatza, è un paese della Marmilla situato in una valle ricca di vigneti, oliveti e mandorli. Il centro è attraversato dal Rio Mannu che la divide in due rioni: "su xiau mannu" (il grande rione) e "su xiadeddu" (il piccolo rione). Il passaggio da un rione all'altro è reso possibile da tre ponti. Il territorio comunale ora comprende anche il distrutto borgo di "Serzela". Il significato di Gonnostramatza è "Paese del tamericio" da "Gonnos" che significa "luogo" e "tramatzu" che significa "tamericio". Gonnostramatza ha origini nuragiche come testimoniano gli insediamenti presenti e la scoperta di reperti di notevole interesse archeologico come il collier della tomba eneolitica di "Bingia e Monti", il più antico monile d'oro ritrovato in Sardegna. Il paese fino al XVII secolo era il centro più popolato ed importante della Marmilla. Dall'XI secolo divenne sede di capoluogo della Parte Montis, nel Giudicato di Arborea. Nel 1388, Eleonora d'Arborea scelse Gonnostramatza come sede per la stipula del trattato di pace con Pietro IV d'Aragona con l'intervento dei rappresentati di tutti i borghi del circondario. Di sicuro interesse per il visitatore è la visita al centro storico del paese che offre la possibilità di vedere antiche case costruite con architettura tipica delle case campidanesi, nonché le piccole chiesette di Sant'Antonio e San Michele Arcangelo. Quest'ultima ospita il retablo, proveniente dalla chiesa di San Paolo a Serzela, opera di Lorenzo Cavaro, capostipite della famiglia di pittori cagliaritani che diede vita, nel XVI secolo, alla Scuola di Stampace.
Da visitare, il nuovo Museo Multimediale Turcus e Morus,  che racconta un millennio di incursioni barbaresche in Sardegna. Di quell'incontro, a tratti pacifico e a tratti cruento fra il mondo dell'Islam e quello della Cristianità. Il Museo nel 2015 è stato oggetto di un progetto di riqualificazione multimediale finanziato dalla Regione Sardegna. L'idea del museo dedicato alle incursioni barbaresche, soprattutto, appunto, di "Turcus e Morus", è nata per ovviare alla assoluta assenza di documentazione sul quel nefasto periodo e per memoria al fine di "esorcizzare" rapporti tanto cruenti. La spinta decisiva è comunque dovuta alla lapide, conservata nella chiesa campestre di "San Paolo" risalente al XIII secolo, recante la scritta:"EI 5 de arbili 1515 esti istada isfata sa vila de uras de manu de turcus e morus e fudi capitanu del morus barbarossa", tragica testimonianza della distruzione di Uras da parte dei barbari capitanati dal pirata Barbarossa.

 

 Feste religiose
- 16 e 17 Gennaio: Sant'Antonio Abate;
- 28 e 29 Giugno: San Paolo Apostolo (Chiesa campestre località Serzela);
- 29 e 30 Settembre: Festa del Patrono San Michele Arc. e Santa Teresina.

 

 Altri Eventi
- Primo Maggio: "Arti e Mestieri" e Sagra de Su Gattou.

 

 Da visitare:
Museo Multimediale "Turcus e Morus"
Il Retablo di Lorenzo Cavaro
La tomba di Bingia 'e Monti - Il Collier

 

 Galleria Fotografica